-22 Settembre 2006
Il lavandino incrostato di giallo era pieno d'acqua fino all'orlo e con costanza vi cadevano gocce di sangue, che si dissolvevano in piccole nuvolette come sbuffi di vapore rossastro che andavano a tingere l'acqua molto lentamente; era il naso di Richard, il mal di testa lo aveva svegliato di soprassalto nel cuore della notte e gli stava facendo sanguinare il naso. Grumi rossi, a volte anche più solidi e viscosi cadevano come fossero lacrime; ed il giovane in silenzio osservava quella pioggia, ci era abituato ormai da tempo.
Non tornò a dormire, rimase sveglio a guardare le strade infestate da senza tetto, che cercavan disperatamente un modo per scaldarsi, mentre i tombini sulla strada sbuffavano vapore caldo, erano gli scarti sotterranei ed i surrogati di una società che nel cuore della notte gridavan silenziosi sulle strade.
Quando arrivò l'alba ed il sole rifletteva sulle vetrate dei palazzi, Richard prese il suo telefono cellulare, un vecchio Nokia e lesse un Sms, era della sua ex ragazza, alla voce Lidia, dalla data doveva esser stato mandato qualche settimana prima, il 28 di Agosto.
-Lidia. 28/08/2006
Continuo a vederti cambiare, la tua malattia è un mistero, tutto è ormai un mistero tra noi due e non me la sento di vederti ancora soffrire così.
Ti prego capisci, ma questo baratro è troppo buio per me. So che mi prenderai per egoista, ma spero tu mi capisca.
Addio Richard.
L'inutilità di un messaggio del genere lo fece sogghignare con amarezza, appoggiò la testa al vetro della finestra sentendolo riscaldato dal sole.
-Che puttana- esclamò tra sè e sè.
Poi andò alla rubrica e chiamò un numero; il telefono squillò per poco e la voce rauca di un uomo si vece vivida alle orecchie di Richard.
-Richard!
-Ciao Alex, ho bisogno di vederti...Sto male!- Dalla voce di Richard traspariva panico ed era come se solo questo Alex potesse dargli una mano.
-Va bene...Sii tranquillo...Passa pure da me!
-A tra poco allora.
La strada era da poco riscaldata dal tepore del nuovo giorno, Richard col suo solito passo ed i suoi soliti ormai sporchi abiti iniziò ad incamminarsi, c'era davvero poca gente in giro, postini,spazzini e ragazzini che andavano a scuola, niente di più; gente che vive della solita routine, che non si aspetta niente di nuovo dal giorno che arriva; persone mediocri, che sperano che la loro vita cambi per merito di una lotteria o di un talk show; a Richard la massa faceva schifo, ma sapeva che lui era peggio della massa, era un mostro, un surrogato e riflettendo tra sé e sé non trovò risposta a cosa gli faceva più schifo; se le masse o lui stesso che era completamente diverso.
L'unica cosa che voleva adesso era vedere Alex e nonostante potesse fare poco per aiutarlo (in quanto umano), era una figura piacevole, un amico, un complice nel gran disastro che lo aveva portato a camminare sul filo del rasoio i suoi ultimi giorni.
martedì 17 novembre 2009
NUTRIRE E' COMPITO DELLO SPIRITO Pt. 3
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NUTRIRE E' COMPITO DELLO SPIRITO- Pt. 2-

Scritto come ogni giorno le sue memorie, i suoi ultimi giorni da uomo senziente, si alzò, bevve un sorso di limonata, ma non ottenne l'effetto desiderato, nè lo rinfrescò, nè gli fece bene. Buttato giù
quel frizzante liquido carico di coloranti e dolcificanti fu come se il palato e le papille di Richard sentissero tutto il reale schifo che c'è dietro ad una bevanda gassata da supermercato. I coloranti aciduli, l'anidride carbonica e tutte le schifezze chimiche le sentì come un violento scrosciare nella sua gola, che arrivava nel suo stomaco. Vomitò, e questo lo preoccupò ancora di più, forse il tempo stava scadendo, forse mancava davvero poco, visto che il suo stomaco non accettava più le cose che ogni uomo riesce a sopportare con naturalezza e dalle quali, come le sigarette o l'alcool, si fa uccidere senza rendersene conto.
Nella pozza di succhi gastrici e limonata Richard vide anche del sangue e parti molto probabilmente di interiora irriconoscibili; questo lo spaventò ulteriormente facendolo sobbalzare e correre con la sua falcata zoppa verso il bagno, continuando a nominare Dio, in cerca di un inutile aiuto Superiore, che non arrivò mai; aveva chiesto aiuto a Dio tante volte, quando parlava nel buio, ma le risposte non erano mai arrivate, non arrivan mai.
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giovedì 12 novembre 2009
NUTRIRE E' COMPITO DELLO SPIRITO

“Svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta del letto, vicina a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi.”
F. Kafka
Il mattino ha l'oro in bocca, siam soliti dire; non era così per Richard che stava al solito tavolo sporco come ogni mattina dell'Hollywood Cafè, (si chiamava così,ma di Hollywood aveva ben poco).
Con un paio di guanti di lanicchia mezza bucherellata prese le posate ed iniziò a tagliare il suo uovo giocherellando col tuorlo molliccio maculato dai granelli di pepe per renderlo decisamente più saporito; la pancetta invece era mezza cruda, le venature ancora troppo rosastre venivano tagliate a fatica dal coltello, come nervetti in una bistecca troppo dura e mal cotta, ogni boccone che a fatica Richard portava alla bocca gli faceva male, quel ragazzo aveva qualcosa di strano.
Sempre incappucciato, con un cappello sotto il cappuccio per tenere ancor più in ombra il volto, per non farsi vedere, la poca pelle che si intravedeva era pallida e logora, la bocca piena di tagli e le mani che si intravedevano dai guanti rotti erano agli stessi livelli del volto. Era pieno di ferite, alcune fresche altre no, ma cosa lo aveva ridotto così? Nessuno aveva mai osato chiederglielo, nessuno gli aveva mai neanche parlato tranne la cameriera per portargli il caffè, che era rimasta decisamente perplessa dal modo di fare del giovane, probabilmente lo aveva anche preso per un tossico, ma non importava.
Il caffè amaro gli piaceva, anche se quello americano fa relativamente schifo, quanto gli andava un espresso vero...Il caffè gli bruciava sulle labbra tagliuzzate, lo si vedeva, la fatica era immane nel berlo,ma gli andava troppo, sapeva che se per colpa di quei tagli avesse iniziato a precludersi i pochi piaceri della vita sarebbe diventato un amorfo, una persona invisibile ed è per questo che ogni mattina si ostinava ad andare in quelle condizioni ben coperto al Cafè per far colazione e perlomeno sentire le chiacchere degli altri; gli ricordavano che non era solo.
Fece una gran fatica a far colazione, ma ce la fece e il suo stomaco lo ringraziò facendo un succoso suono di compiacimento, era ora di riaffrontare la realtà di ogni giorno, la dura realtà, che per molti non lo era.
Tornando a casa la porta cigolò in modo sinistro, una di quelle porte di legno, con la zanzariera mangiata dall'umidità e dalle intemperie, una zanzariera inutile ormai, ma che nessuno aveva mai voglia di metter via o di cambiare. La stanza era poco illuminata, dalla finestra entrava un po' di luce ovattata, che mostrava la polvere in eccesso nell'appartamento ed il poco ordine che poteva esserci; manuali di scienza accatastati sotto delle credenze in modo da rimpiazzare gambe di legno rotte, abiti sporchi gettati su delle poltrone che ormai avevan perso la loro utilità, foto polverose che facevan da sostegno a ragnatele, con immagini di ricordi uniti tra loro da una innaturale trame tessuta dalle meticolose zampe di un ragno abitatore del buio; e lì ci si doveva trovare molto bene.
Richard, a fatica e zoppicando, posò le chiavi di casa sulla credenza con le foto, si tolse i guanti mostrando delle dita prive di unghie con le quali si grattò, storcendo il viso per le fitte, una crosta che gli si era formata sulla guancia staccandone un pezzettino oramai secco. Lentamente al suo solito passo si avvicinò alla porta della cucina che dava sull'ingresso, una cucina spoglia e sporca con le infiltrazioni di umidità negli angoli del muro, dove c'era unicamente lo stretto indispensabile.
Si sedette al tavolino sotto una fioca luce bianca che illuminava la cappa della cucina; si mise a riflettere a pensare a come fare, a come poter fuggire da quella situazione, a come riuscire a far tornare tutto alla normalità. Solo la sua coscienza razionale in un piccolo oscuro meandro della sua mente continuava a suggerirgli che non si poteva tornare indietro e che non c'era nulla da fare, tranne che aspettare.
Dalla tasca interna della felpa tirò fuori una piccola moleskine rivestita in cuoio marrone, dentro ci teneva una piccola penna; era il suo diario, il suo unico strumento di sfogo contro la sua situazione; così iniziò a scrivere nel silenzio della cucina, spezzato unicamente dal suo respiro affannato e dal ticchettio di un orologio a pendolo.
-21 Settembre
Il mio dolore continua, la mia pelle lo dimostra, la gente al Cafè continua a guardarmi sempre peggio...E pensare che ci son sempre andato, e adesso manco mi riconosce più la cameriera. Impallidisco giorno dopo giorno e la mia pelle si sta aprendo, come una serpe, come un bozzolo che contiene qualcos'altro, qualcosa che non è un uomo.
Sono solo un involucro; e sapere questo mi sta uccidendo.
Sento che lentamente uscirà fuori, che mi distruggerà. I mal di pancia mi logorano da rendere tutto imbarazzante e le continue gastriti mi faranno venire un'ulcera prima o dopo. Poco importa, tanto sono segnato e non posso tornare indietro.
Ho sbagliato tutto-
Troppa fatica anche scrivere, troppo dolore fare i conti con se stessi e accettare la realtà, Richard lo sapeva bene, ma aveva smesso di versare lacrime per quella causa persa, forse le aveva finite tutte.
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giovedì 5 novembre 2009
GIVE ME THERAPY?

Arrivano i Therapy?...A Ravenna, Milano e Roma; il 14 di questo mese sarò la sotto a rovinarmi e a pestare gomitate XD
Si intitola 'Crooked Timber' l'album con cui i THERAPY? ritornano prepotentemente sulla scena dopo tre anni di silenzio. Il gruppo alternative metal irlandese, che i più ricorderanno per il grande 'Troublegum' anno 1994, sarà ospite nel nostro paese per tre date a metà novembre. Sarà la migliore (ed unica) occasione per assaggiare i nuovi brani ma anche per fare un tuffo nel passato... In apertura lo special guest Ricky Warwick. 
Chiunque voglia aggregarsi è il benvenuto, mi avvisi!!!
Intanto vedetevi un bel video live della band!
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SI TORNA ALLE ORIGINI!!!

Dopo anni e anni di lontananza da una grande fetta della famiglia finalmente torno a Bologna, per studio, per sfizio e per voglia di scappare da Firenze e Campiglia.
Ieri finalmente dopo viaggi a vuoto abbiam trovato la casa, un appartemento enorme in periferia (almeno posso usar la macchina).
Non vedo l'ora di partire e traslocare e son sicuro che il conto alla rovescia non sarà molto lungo!
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lunedì 2 novembre 2009
RINGRAZIAMENTI POST LUCCA COMICS

Lucca Comics finesce anche quest'anno, come al solito si è rubato ore di sonno, dolori ai piedi e stress alcoolico...Ma con tantissma soddisfazione ne usciamo a testa alta!
BM Magazine ha superato le aspettative di vendita e ci auguriamo che sia piaciuto!
E vorrei sopratutto ringraziare:
Come sempre il mitico Matteo Casali, un grande amico ed un grande professionista, Riccardo Burchielli che mi ricorda sempre un fratello maggiore ^^ e perchè mi ha presentato il grande Lee Bermejo di cui sono fan, Sara Sasi e la Scuola di Comics per lo stand e per i bei momenti, Alberto Pagliaro, maestro e grande professionista, Checco Frongia con tutti i suoi mille consigli in accento sardo, tutti i professionisti della Double Shot che sono fonte di grande ispirazione per la BookMaker, Ale Ferri, Angelo Farinon e Marco per le risate da sbronzi!!
E sopratutto ai ragazzi dell'associazione, Dario, Matteo, Francescoe Edo per il culo che si son fatti con me; e le Ragazze BookMaker per lo sbattimento nel vendere e sorridere sempre.
Per ultimi ma non ultimi, Matteo Berton per aver sopportato con noi lo stand e una cena al freddo a base di vino e sformati di verdura in ritardo e Pietrangelo Minelli, nuovo socio attivo e collaboratore che anch'egli ha condiviso lo stand e ci ha sopportati.
Cheers
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Ancora SKINWALKER
Finalmente oltre Francesco Della Santa, arriva il secondo fortunato disegnatore della serie da me ideata, Matteo Berton che potete vedere nel suo blog http://ilcircodicarta.blogspot.com/
che si è offerto a disegnare uno degli episodi, a mio avviso è un portento...E tutti in associazione facciamo il tifo perchè si associ XD
Alcune tavole di Matteo, comprate il suo volume 2 dell'Art Book " Il circo di carta"!
...E la sua tavola per il Chesterquest II Marvel...

Un pò di tavole di Francesco Della Santa così ve lo ricordate bene!!!

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UN GENIO INDISCUSSO!

«Vive a Torino il dott. Gustavo Adolfo Rol, un sensitivo capace di imprese che non hanno nulla di normale e che è impossibile interpretare. È in grado perfino di fare viaggi nel tempo, di conversare con entità che hanno raggiunto l'oltretomba da secoli o di far piombare in un salotto col belato della capra anche il suo campanaccio. Un busto di marmo pesantissimo, senza che nessuno si muovesse, passò da un caminetto al centro di un desco». Così il giornalista e scrittore Enzo Biagi nel suo libro E tu lo sai? (Rizzoli, 1978) descrive la straordinaria figura di Gustavo Rol.
Chi era veramente? Lo hanno definito sensitivo, medium, mago, indovino e molto altro ancora. Egli però rifiutava di essere incluso in una qualsiasi di queste categorie. Così rispondeva al giornalista Renzo Allegri, autore della prima monografia su di lui, all'epoca di un inchiesta sul paranormale (1977) svolta per il settimanale Gente:
«Ma è sicuro che io sia importante per la sua inchiesta? Io sono una persona qualsiasi. Non ho niente a che vedere con i medium, i guaritori, gli spiritisti che lei intervista. Quello è un mondo lontano dalla mia mentalità. I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza. Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare».
In una lettera inviata al quotidiano La Stampa di Torino e pubblicata il 3 settembre 1978, Rol scrive:
«Ho sempre protestato di non essere un sensitivo, un veggente, medium, taumaturgo o altro del genere. È tutto un mondo, quello della Parapsicologia, al quale non appartengo anche se vi ho incontrato persone veramente degne ed animate da intenzioni nobilissime. Troppo si scrive su di me e molti che l'hanno fatto possono dire che mi sono lamentato che si pubblichi una vasta gamma di fenomeni e mai ciò che esprimo nel tentativo di dare una spiegazione a queste cose indagando su come e perché si producono certi meravigliosi eventi».
Così risponde Rol al giornalista Remo Lugli:
«Non credo di essere un medium nel senso letterale della parola e neppure un sensitivo. Forse posseggo doti di una intuizione profonda ed istintiva, e di questo mi sono accorto fin da quando ero ragazzo».
Dino Buzzati, noto giornalista e scrittore italiano del '900, ha conosciuto bene Rol, e nel suo libro I misteri d'Italia (1978) racconta diversi episodi e aneddoti. Dice Rol:
«Non sono un mago. Non credo nella magia... Tutto quello che io sono e faccio viene di là [e indicava il cielo], noi tutti siamo una parte di Dio... E a chi mi domanda perché faccio certi esperimenti, rispondo: li faccio proprio a confermare la presenza di Dio... ».
Così Buzzati descrive Rol:
«Colpisce in Rol, che a sessantadue anni ne dimostra almeno dieci di meno, una vitalità straordinaria, e gioiosa. Insisto sulla serenità e l'allegrezza che ne emanano. Qualcosa di benefico si irraggia sugli altri. È questa la caratteristica immancabile, almeno secondo la mia esperienza dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale, e di conseguenza all'autentica bontà. In quanto alla faccia, descriverla è difficile. Qualcuno l'ha definita da 'bon vivant'. Non è vero. Potrebbe essere quella di un guru indiano. Ma potrebbe anche appartenere a un chirurgo, a un vescovo, a un tenero bambino. Ci si aspetta una maschera impressionante e magnetica. Niente di questo. Ciò che sta dietro a quella fronte, almeno a prima vista, non traspare».
Anche il dott. Massimo Inardi, studioso di parapsicologia, sul quotidiano di Bologna Il Resto del Carlino del 10 giugno 1975, dà una interessante descrizione:
«Stando vicino a Rol... si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad un essere che di umano ha solo l'aspetto fisico e il comportamento, nonché il cuore: tutto il resto pare andare al di là di ogni concezione terrena delle possibilità umane».
Federico Fellini, noto regista italiano vincitore di cinque premi oscar (autore de La Dolce Vita) è stato un grande amico di Rol. Nel suo libro Fare un film, (1983), ne dà questo ritratto:
«Ciò che fa Rol è talmente meraviglioso che diventa normale; insomma, c'è un limite allo stupore. Infatti le cose che fa, lui le chiama 'giochi', nel momento in cui le vedi per tua fortuna non ti stupiscono, nel ricordo assumono una dimensione sconvolgente. Com'è Rol? A chi assomiglia? Che aspetto ha? È un po' arduo descriverlo. Ho visto un signore dai modi cortesi, l'eleganza sobria, potrebbe essere un preside di ginnasio di provincia, di quelli che qualche volta sanno anche scherzare con gli allievi e fingono piacevolmente ad interessarsi ad argomenti quasi frivoli. Ha un comportamento garbato, impostato a una civile contenutezza contraddetta talvolta da allegrezze più abbandonate, e allora parla con una forte venatura dialettale che esagera volutamente, come Macario, e racconta volentieri barzellette. Credo che la ragione di questo comportamento (...) sia nella sua costante e previdente preoccupazione di sdrammatizzare le attese, i timori, lo sgomento che si può provare davanti ai suoi traumatizzanti prodigi di mago. Ma, nonostante tutta questa atmosfera di familiarità, di scherzo tra amici, nonostante questo suo sminuire, ignorare, buttarla in ridere per far dimenticare e dimenticare lui per primo tutto ciò che sta accadendo, i suoi occhi, gli occhi di Rol non si possono guardare a lungo. Son occhi fermi e luminosi, gli occhi di una creatura che viene da un altro pianeta, gli occhi di un personaggio di un bel film di fantascienza. Quando si fanno 'giochi' come i suoi, la tentazione dell'orgoglio, di una certa misteriosa onnipotenza, deve essere fortissima. Eppure Rol sa respingerla, si ridimensiona quotidianamente in una misura umana accettabile. Forse perché ha fede e crede in Dio. I suoi tentativi spesso disperati di stabilire un rapporto individuale con le forze terribili che lo abitano, di cercare di definire una qualche costruzione concettuale, ideologica, religiosa, che gli consenta di addomesticare in un parziale, tollerabile armistizio la tempestosa notte magnetica che lo invade scontornando e cancellando le delimitazioni della sua personalità, hanno qualcosa di patetico ed eroico».
Gustavo Adolfo Rol è considerato il più grande "sensitivo" del XX secolo. Il termine però, come abbiamo visto, non è sufficiente a darne una definizione. E questo perchè nell'epoca attuale, perlomeno in occidente, manca completamente la figura del Maestro Spirituale, così come non è dato trovare, anche laddove Maestri Spirituali ve ne siano, qualcuno che tra essi abbia conseguito lo stato di Illuminazione o Risveglio. Gustavo Rol faceva parte di questa categoria di Uomini, estremamente rara a trovarsi in tutte le epoche e oggi probabilmente estinta. Forse Rol è stato uno degli ultimi "esemplari" che abbia messo piede sul pianeta terra...
Nel corso della sua lunga vita, durata 91 anni (1903-1994), è venuto in contatto con grandi personaggi della storia del Novecento: Einstein, Fermi, Fellini, De Gaulle, D'Annunzio, Mussolini, Reagan, Pio XII, Cocteau, Dalì, Agnelli, Einaudi, Kennedy e tanti altri. Il suo ruolo è stato quello di mostrare l'esistenza di "possibilità" (come lui chiamava questi "poteri" - che di fatto corrispondono alle siddhi della Tradizione indù- ) che possono essere conseguite da ogni essere umano e di confermare la presenza di Dio fuori e dentro l'uomo. Oltre ad una vasta antologia di prodigi spontanei, ha codificato una originale serie di esperimenti che si situano nel confine metafisico dove convergono scienza e religione. Ha fatto spesso uso di carte da gioco, il che ha fatto insinuare ad alcuni che facesse della prestidigitazione. Tuttavia queste carte, che nella maggior parte dei casi non erano da lui nemmeno toccate, costituivano solo il primo e più semplice gradino cui accedevano i neofiti durante le "serate" di esperimenti, oppure erano un mezzo divertente e dinamico per scaldare l'ambiente. Ciò non significa che ciascuno dei "semplici" esperimenti non fosse di per sè sconvolgente.
In generale, le possibilità di Rol spaziavano dalla visione a distanza (lettura di libri chiusi, visione di cose che si trovano in un altro luogo o di ciò che accade in un altro luogo) ai viaggi nel tempo (con escursioni nel passato e nel futuro) sperimentati da parte dei presenti all'esperimento, dalla veggenza selettiva (osservazione dell'aura energetica che circonda il corpo umano, utile all'identificazione di malattie) all'endoscopia (la visione dell'interno del corpo umano). Era in grado di agire dinamicamente sulla materia, cioé poteva spostare a distanza oggetti di qualsiasi genere ( telecinesi ), o materializzarli e smaterializzarli ( apporti / asporti ), sapeva prevedere gli eventi futuri ( precognizione) e conoscere il passato di una persona ( chiaroveggenza ), leggeva nel pensiero (telepatia), era in grado di guarire persone ammalate anche molto distanti (tra i sistemi usati anche quello della pranoterapia) o trovarsi in due luoghi differenti nello stesso momento ( bilocazione ), poteva attraversare superfici solide (ad es. pareti) o far attraversare superfici solide a qualsiasi oggetto, così come poteva estendere o ridurre il corpo fisico a piacimento. Durante i suoi esperimenti potevano verificarsi epifanie di spiriti, che contribuivano alla dinamica degli esperimenti. Questi spiriti non erano però quelli dei defunti, anzi Rol sosteneva fermamente che i defunti non fossero tra noi. Ciò che gli uomini chiamano spiriti, non sono altro che i residui psichici lasciati dai defunti al momento della morte. Infatti, così come viene lasciato un residuo organico alla morte del corpo, viene anche lasciato un residuo psichico. Questo residuo è stato chiamato da Rol "spirito intelligente", ed ogni Tradizione Metafisica sa di cosa si tratta. Per Rol ogni cosa ha uno spirito, però quello dell'uomo è uno spirito intelligente, per le superiori possibilità che la sua natura gli ha conferito. Il rapporto tra Rol e gli spiriti non aveva nulla a che vedere con questioni medianiche, si trattava invece di qualcosa non molto diverso da alcune pratiche egizie e sumero-babilonesi.
Infine, Rol produceva altri due tipi di fenomeni particolari, e cioé la proiezione a distanza di figure o scritte (soprattutto a grafite) su ogni genere di superfice e la pittura a distanza (che potremmo chiamare telepittura) - dove pennelli e spatole si libravano per aria da soli e dipingevano in pochi minuti quadri di pregevole fattura con l'aiuto dello "spirito intelligente" di un pittore scomparso (Ravier, Picasso, Goya, etc.).
Questi non sono che i fenomeni principali, essendovene molti altri (ne abbiamo classificati 49), tra cui possiamo ancora citare la levitazione, l'agilità, la traslazione, la glossolalia e l'azione post-mortem.
Dunque, chi era Rol? Era un Maestro Spirituale il cui risveglio della Luce interiore gli ha permesso di espandere le normali possibilità umane. Che ruolo ha avuto? Quello di confermare la presenza di Dio in un'epoca di grande materialismo e quello di incoraggiare ogni uomo ad intraprendere il suo stesso cammino al fine di dimostrare che il divino non è irraggiungibile e non è lontano dall'uomo, ma è alla sua portata quando egli desideri cercarlo. Ha inoltre indicato nella Scienza (la Scienza Sacra, quella dell'Armonia, sintesi di tutte le scienze) la Via da seguire:
«È così che ho sperato che fosse proprio la Scienza ad aiutarmi a riconoscere e codificare queste mie sensazioni che sono certo ogni uomo possiede, e sarà la Scienza stessa a rivelare queste facoltà e promuoverle in tutti gli uomini...».
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SI STUDIA GLI ETRUSCHI QUI!!!
Il pavimento lustra: mani, tazze pulite.
Uno ci pone in capo le ghirlande,
un altro tende fiale di balsamo. Il cratere
troneggia, pieno di serenità.
Altro vino promette di non tradirci mai:
è in serbo nei boccali, sa di fiore.
L’incenso spira tutt’intorno una fragranza
di chiesa, è chiara, fresca e dolce l’acqua.
Ha ciascuno il suo pane biondo; la salda mensa
è carica di cacio e miele denso.
C’è nel mezzo l’altare coperto di fiori.
La casa è avvolta di festa e di musica:
Lodare Dio con puri detti e con discorsi
devoti è, per i buoni, il primo debito.
Dopo avere libato e formulato la preghiera
di poter fare - che più conta - il bene,
non è una colpa il bere, purché a casa si ritorni
senza sostegni, se l’età consente.
E s’esalti chi svela nel vino intenti nobili,
memore di virtù, ricco d'impegno. (...)
Bello aver cura sempre degli dei
Iniziamo con l'associazione il primo fumetto storico sui miti etruschi, tra pochi giorni arriveranno altre anticipazioni, intanto abbiate cura degli dei!
Un mega grazie ad Anya che mi sta facendo da professorina di etruscologia, un beso.
Cheers
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WALKING WITH FIRE
Will è un giovane prete/missionario di Chicago,reduce da un gravissimo incidente in una missione di pace in Medio Oriente;venne dimenticato in balia della natura e di se stesso nel deserto della Siria,dove fu vittima della fame,della sete e di orripilanti allucinazioni.
Oltre questo,tempo prima fu al centro di un gravissimo scandalo che lo vedeva implicato nella relazione con una donna,Maddalena,e per questo decise appunto di partire per la Palestina e ristabilire la sua reputazione,ma non vi arrivò mai.
Tornato a Roma dove vive da alcuni anni,provato dallo sgradevole incidente cercherà di rifarsi una vita all'interno della sua chiesa,la Chiesa di S. Maria della Pace,dove,ambizioso come sempre tenterà una sorta di scalata nelle gerarchie;che però,per favoritismi ed appoggi vari nei confronti di alcuni suoi confratelli non riuscirà mai a realizzare il suo sogno; finchè un giorno non inizia ad avere continui ricordi sull'inferno passato nel deserto ed iniziano ad accadere strani avvenimenti.
Perseguitato da mostruose figure,inizia ad uccidere tutti coloro che hanno ostacolato i suoi sogni e le sue ambizioni,stranamente senza mai esser scoperto.
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BACK FROM LUCCA

Dire che quest'anno ci siam fatti il culo quadro è dire poco, ma le soddisfazioni sono state pari agli angoli che ora il mio culo ha ^^.
Quest'anno è uscito ufficialmente il primo numero della rivista "BM Magazine", diretto da Matteo Gerber, uno dei membri dell'associazione BookMaker; e direi che le vendite e gli incontri con il pubblico sono stati molto più floridi di quanto mi aspettassi e di quanto si aspettavan tutti.
Quindi un grazie a tutti quanti, sostenitori (tra cui Matteo Casali, Paolo Deplano, Riccardo Burchielli,ecc...) e curiosi.
Adesso l'indecisione è "a quale fiera partecipare ?" Ci sono ancora molti numeri da vendere e da far conoscere, ma vi aggiorneremo il prima possibile; intanto torno a scrivere Skinwalker e a recuperare il dolore alle gambe per 4 giorni di fiera estenuante.
Cheers
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mercoledì 28 ottobre 2009
Il lungo ponte sopra il mare!
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Etichette:comics svezia malmo mar del nord
SKINWALKER



-"In seguito ad una grave forma di cancro e dopo averle provate tutte, Niko con la moglie Misha si dirige in Siberia, in cerca di un miracolo da parte dei Navi, spiriti mai accettati dall'umida madre terra che esaudiscono desideri.
Ma qualcosa va storto e dei Navi si liberano, andando a possedere i corpi di persone desiderose di continuare a vivere, compreso Niko.
I posseduti scopriranno di condividere un comune passato...ed un sanguinoso presente...
A Marzo disponibile!!!
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Scandinavian Leather-Copenhagen-Malmo
Dire che l'eleganza e l'atmosfera delle città di Copenhagen mi sia piaciuta è dir poco, apparte il disguido del serial killer a piede libero che massacrava giovani donne XD.
Consiglio vivamente a chiunque il capoluogo Danese, per il cibo, le signorine, la buona musica nei locali tipici e il gran bel quertiere di Christhiania (il quartire Hippy).
Invece per arrivare in Svezia a Malmo siam passati sopra 20 km di mare con un treno super veloce che in vita mia non avevo mai visto =), Malmo è una cittadina universitaria con degli Steak house da far paura per quanto la carne al nord piaccia davvero! Molto freddo anche li, ma vale la pena vedere il mare e starci sopra; e poter tirar su dal naso la brezza del nord dalle spiagge deserte svedesi!
Spero di tornarci presto!
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Etichette:comics copenhagen malmo svezia danimarca massimo deh nord europa
sabato 1 agosto 2009
Ditemi se secondo voi è una cosa normale!

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